TUMORI BENIGNI

TUMORI BENIGNI

1. MACROSCOPIA

              a)Dimensione

Le loro dimensioni sono estremamente variabili, da pochi millimetri a diversi centimetri.

b) Forma

Un tumore benigno è ben circoscritto e non invade i tessuti adiacenti.

Se si sviluppa nei tessuti profondi. Tumore benigno che si sviluppa nel tessuto ghiandolare, è incapsulato, nodulare e corrisponde ad un adenoma . La capsula si forma mediante la compressione dei tessuti normali circostanti causata dalla crescita espansiva del tumore. Non corrisponde ad una reazione fibro-infiammatoria come quella che si riscontra, ad esempio, negli ascessi o nelle pareti delle cisti parassitarie come le cisti idatidee. Questa capsula costituisce un piano di scissione che facilita l’enucleazione chirurgica del tumore.

Numerose eccezioni

Alcuni tumori benigni non sono limitati: istiocitofibroma (tumore cutaneo benigno). Un tumore osseo benigno non è incapsulato ma non distrugge la corteccia ossea né infiltra il periostio

Al contrario, alcuni tumori a crescita lenta sono circondati da una capsula ma l’esame macroscopico

un esame attento mostra che spesso è attraversato dal tumore e che possono esserci noduli a distanza.

D’altro canto, su un rivestimento, si ottiene una proliferazione esofitica . Può essere sessile , cioè disteso in superficie, rilevato e dotato di ampia base di impianto , oppure peduncolato, cioè collegato al tessuto originario da un peduncolo lungo, sottile e flessibile che contiene i vasi. 

Eccezioni

Carcinoma squamoso verrucoso della mucosa orale che macroscopicamente assume l’aspetto di un papilloma.

 Esame macroscopico di una sezione tagliata

All’esame macroscopico, il tumore assomiglia al tessuto normale circostante. Esempio: un lipoma assomiglia al tessuto adiposo, un condroma assomiglia alla cartilagine. Ciò che differenzia un tumore dal tessuto normale è l’assenza di organizzazione o la modificazione di

architettura in relazione al tessuto consueto del quartiere.

Esempi: un lipoma non sarà formato da lobuli regolari come il tessuto adiposo. .

Un tumore benigno solitamente non contiene focolai di necrosi. Tuttavia, il tumore può presentare alterazioni fibrose ed emorragiche.

Esempio: adenoma parotideo rimodellato da aree di fibrosi e calcificazioni.

L’esame macroscopico permette di studiare la capsula, la sua integrità è segno di benignità.

L’esame macroscopico consente di specificare la qualità dell’escissione chirurgica

2. Microscopia

L’esame microscopico si concentrerà sui campioni mirati prelevati durante l’esame macroscopico del campione chirurgico. Ciò consentirà:

 Per studiare la proliferazione cellulare

Le cellule neoplastiche assomigliano alle cellule del tessuto in cui si sono formate e sono facilmente identificabili. Il rapporto nucleocitoplasmatico è normale. Raramente sono normali anche mitosi numerose.

Saranno ricercati tre criteri che dovranno essere assenti:

Atipia citonucleare

Estensione sotto forma di emboli ad esempio

Reazione dello stroma

La diagnosi deve quindi specificare il tipo esatto di tumore in tutte le classificazioni che ci vengono proposte.

 Studiare la capsula e specificare la qualità dell’escissione.

L’esame microscopico dovrebbe chiarire l’integrità della capsula. Questo criterio durante l’enucleazione chirurgica del tumore consente di confermare che l’escissione passi nel tessuto sano.

La diagnosi di adenoma può essere fatta solo dopo aver studiato l’intera capsula. Inoltre, durante l’esame macroscopico, tutte le lesioni nodulari che deformano il parenchima devono essere rimosse nella loro interezza.

Nei tumori benigni delle mucose o della cute, l’esame microscopico permette di precisare il tipo istologico del tumore ma anche l’assenza di estensione della proliferazione epiteliale nella parte inferiore del tumore.

3. Evoluzione

Il tumore benigno può causare la distruzione dell’organo in cui si è sviluppato ma senza infiltrarlo .

Esempio: un adenoma parotideo può portare alla distruzione della ghiandola 

Nella maggior parte dei casi non si verifica alcuna recidiva anche se l’escissione è limitata ai TUMORI BENIGNI

1. MACROSCOPIA

              a)Dimensione

Le loro dimensioni sono estremamente variabili, da pochi millimetri a diversi centimetri.

b) Forma

Un tumore benigno è ben circoscritto e non invade i tessuti adiacenti.

Se si sviluppa nei tessuti profondi. Tumore benigno che si sviluppa nel tessuto ghiandolare, è incapsulato, nodulare e corrisponde ad un adenoma . La capsula si forma mediante la compressione dei tessuti normali circostanti causata dalla crescita espansiva del tumore. Non corrisponde ad una reazione fibro-infiammatoria come quella che si riscontra, ad esempio, negli ascessi o nelle pareti delle cisti parassitarie come le cisti idatidee. Questa capsula costituisce un piano di scissione che facilita l’enucleazione chirurgica del tumore.

Numerose eccezioni

Alcuni tumori benigni non sono limitati: istiocitofibroma (tumore cutaneo benigno). Un tumore osseo benigno non è incapsulato ma non distrugge la corteccia ossea né infiltra il periostio

Al contrario, alcuni tumori a crescita lenta sono circondati da una capsula ma l’esame macroscopico

un esame attento mostra che spesso è attraversato dal tumore e che possono esserci noduli a distanza.

D’altro canto, su un rivestimento, si ottiene una proliferazione esofitica . Può essere sessile , cioè disteso in superficie, rilevato e dotato di ampia base di impianto , oppure peduncolato, cioè collegato al tessuto originario da un peduncolo lungo, sottile e flessibile che contiene i vasi. 

Eccezioni

Carcinoma squamoso verrucoso della mucosa orale che macroscopicamente assume l’aspetto di un papilloma.

 Esame macroscopico di una sezione tagliata

All’esame macroscopico, il tumore assomiglia al tessuto normale circostante. Esempio: un lipoma assomiglia al tessuto adiposo, un condroma assomiglia alla cartilagine. Ciò che differenzia un tumore dal tessuto normale è l’assenza di organizzazione o la modificazione di

architettura in relazione al tessuto consueto del quartiere.

Esempi: un lipoma non sarà formato da lobuli regolari come il tessuto adiposo. .

Un tumore benigno solitamente non contiene focolai di necrosi. Tuttavia, il tumore può presentare alterazioni fibrose ed emorragiche.

Esempio: adenoma parotideo rimodellato da aree di fibrosi e calcificazioni.

L’esame macroscopico permette di studiare la capsula, la sua integrità è segno di benignità.

L’esame macroscopico consente di specificare la qualità dell’escissione chirurgica

2. Microscopia

L’esame microscopico si concentrerà sui campioni mirati prelevati durante l’esame macroscopico del campione chirurgico. Ciò consentirà:

 Per studiare la proliferazione cellulare

Le cellule neoplastiche assomigliano alle cellule del tessuto in cui si sono formate e sono facilmente identificabili. Il rapporto nucleocitoplasmatico è normale. Raramente sono normali anche mitosi numerose.

Saranno ricercati tre criteri che dovranno essere assenti:

Atipia citonucleare

Estensione sotto forma di emboli ad esempio

Reazione dello stroma

La diagnosi deve quindi specificare il tipo esatto di tumore in tutte le classificazioni che ci vengono proposte.

TUMORI BENIGNI

 Studiare la capsula e specificare la qualità dell’escissione.

L’esame microscopico dovrebbe chiarire l’integrità della capsula. Questo criterio durante l’enucleazione chirurgica del tumore consente di confermare che l’escissione passi nel tessuto sano.

La diagnosi di adenoma può essere fatta solo dopo aver studiato l’intera capsula. Inoltre, durante l’esame macroscopico, tutte le lesioni nodulari che deformano il parenchima devono essere rimosse nella loro interezza.

Nei tumori benigni delle mucose o della cute, l’esame microscopico permette di precisare il tipo istologico del tumore ma anche l’assenza di estensione della proliferazione epiteliale nella parte inferiore del tumore.

3. Evoluzione

Il tumore benigno può causare la distruzione dell’organo in cui si è sviluppato ma senza infiltrarlo .

Esempio: un adenoma parotideo può portare alla distruzione della ghiandola 

Nella maggior parte dei casi non si verifica alcuna recidiva, anche se l’escissione è limitata al tumore (enucleazione) e interessa il tessuto sano. Se il tessuto tumorale viene lasciato in sede, si può osservare una recidiva del tumore iniziale senza peggioramento della prognosi.

Non è responsabile della morte di chi lo indossa. Tuttavia, possono essere pericolosi a causa di:

La loro posizione (adenoma pituitario)

Delle loro caratteristiche funzionali. Le cellule neoplastiche, come le loro controparti normali, sono funzionali (enucleazione) e passano nei tessuti sani. Se il tessuto tumorale viene lasciato in sede, si può osservare una recidiva del tumore iniziale senza peggioramento della prognosi.

Non è responsabile della morte di chi lo indossa. Tuttavia, possono essere pericolosi a causa di:

La loro posizione (adenoma pituitario)

Delle loro caratteristiche funzionali. Le cellule neoplastiche, come le loro controparti normali, sono funzionali.

TUMORI BENIGNI

  Se non vengono rimossi, i denti del giudizio possono causare infezioni.
Le corone dentali ripristinano la funzionalità e l’aspetto dei denti danneggiati.
Le gengive gonfie sono spesso il segno di una malattia parodontale.
I trattamenti ortodontici possono essere eseguiti a qualsiasi età.
Le otturazioni composite sono discrete e durevoli.
Le otturazioni composite sono discrete e durevoli.
Gli spazzolini interdentali puliscono efficacemente gli spazi stretti.
Una visita dal dentista ogni sei mesi previene i problemi dentali.
 

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