LESIONI OSSEE PARODONTALI: CLASSIFICAZIONE – DIAGNOSI
- INTRODUZIONE :
La perdita di ancoraggio osseo è spesso considerata una conseguenza anatomica della malattia parodontale, perché “la chiave del problema della malattia parodontale risiede nelle trasformazioni che si verificano a livello dell’osso alveolare. Anche i cambiamenti negli altri tessuti del parodonto sono importanti, ma quando si fa l’analisi finale, è la distruzione dell’osso la responsabile della perdita dei denti” GLICKMAN.
Inoltre, la persistenza di questi difetti ossei costituisce un ambiente favorevole allo sviluppo della malattia parodontale. È fondamentale innanzitutto classificarli e valutarli per stabilire il trattamento che garantisca la sopravvivenza dell’organo dentale.
- CLASSIFICAZIONE DELLE LESIONI OSSEE:
Esiste una variazione molto ampia nella morfologia e nei contorni dell’osso alveolare causata dalla malattia parodontale. Le caratteristiche ossee che modificano il modello di distruzione ossea nella malattia parodontale sono: spessore, larghezza e angolazione crestale dei setti interdentali; lo spessore delle cortecce alveolari vestibolari e linguali, la presenza di fenestrature e deiscenze sulle superfici radicolari, l’ispessimento dei bordi dell’osso alveolare e il coinvolgimento delle forcazioni.
Una lesione ossea è definita da una perdita del sistema di ancoraggio e dell’osso alveolare
Goldman, Cohen e Prichard e molti altri autori hanno proposto classificazioni dei difetti ossei parodontali. Queste classificazioni si basano generalmente su criteri morfologici e anatomici specifici e mirano a guidare i medici nella formulazione della diagnosi, nella definizione del piano di trattamento e nella previsione della prognosi.
- L’osso interdentale :
- Difetti sopraossei : la forma della lisi è orizzontale, il bordo osseo è quasi perpendicolare alla superficie dentaria. Associata a una tasca parodontale soprascheletrica, il cui fondo è coronale alla sommità della cresta ossea residua.
Immagine radiologica che mostra lisi orizzontale
- Difetti infraossei : la forma della lisi è obliqua, il livello osseo è situato apicalmente rispetto alla cresta ossea. Può interessare uno o più volti. Associato a una tasca parodontale infraossea, il cui fondo è apicale rispetto alla sommità della cresta ossea residua
LESIONI OSSEE PARODONTALI: CLASSIFICAZIONE – DIAGNOSI
Immagine radiologica che mostra lisi verticale
- La classificazione delle lesioni infraossee viene proposta in base alla loro morfologia e dipende dalla posizione e dal numero delle pareti ossee residue.
A seconda del numero di pareti interessate, la lesione viene chiamata: a parete singola, a 2 pareti, a 3 pareti, a 4 pareti.
- Tasca ossea a 3 pareti delimitata da 1 parete dentaria e 3 pareti ossee.
- Tasca ossea a 2 pareti, delimitata da 2 pareti ossee.
- Tasca ossea a parete singola delimitata da una parete ossea, vestibolare, linguale o prossimale.
- Tasca ossea combinata. Il difetto circonda parzialmente o completamente il dente (solco marginale).
LESIONI OSSEE PARODONTALI: CLASSIFICAZIONE – DIAGNOSI
- Difetti intraossei : indicano “una presenza all’interno di qualcosa” e implicano la perdita di tessuto all’interno del processo alveolare in tutte e 3 le direzioni spaziali. Questi difetti ossei sono localizzati in un singolo dente.
- Crater : questo è un difetto infraosseo, definito come una lesione a forma di coppa o ciotola nell’area interdentale, che colpisce le radici di due denti adiacenti. Il riassorbimento è stato ottenuto lasciando intatte le pareti vestibolari e linguali.
Nel 1964, Ochsenbein e Bshannan classificarono i crateri in 4 categorie:
- Classe 1: cratere concavo di 2-3 mm con pareti vestibolari e linguali spesse
- Classe 2: cratere concavo da 4-5 mm con un grande orifizio e pareti più sottili
- Classe 3: cratere concavo da 6-7 mm
- Classe 4: Cratere di profondità variabile con pareti ossee sottili.
- Difetti interradicolari : una lesione interradicolare corrisponde a una perdita parziale o totale del sistema di ancoraggio e dell’osso alveolare all’interno della zona interradicolare, zona anatomica delimitata coronalmente dalla forcazione e lateralmente dalle superfici radicolari fino all’apice.
- . Classificazione orizzontale delle lesioni della forcazione: secondo Lindhe, Nyman e Hamp, la perdita ossea orizzontale è definita in 3 classi :
- Classe I: perdita di attacco orizzontale fino a 3 mm.
- Classe II: perdita di attacco orizzontale superiore a 3 mm.
- Classe III: perdita totale dell’attacco orizzontale che consente il passaggio della sonda.
diagramma che rappresenta la classificazione orizzontale delle lesioni di forcazione secondo Hamp et al 1975. a) grado I b) grado II c) grado III
- Classificazione verticale del coinvolgimento della forcazione: Tarnow e Fletcher hanno descritto una suddivisione che valuta la perdita ossea verticale dell’osso interradicolare dalla forcazione. Sono state quindi definite tre sottoclassi :
- Classe A: perdita ossea verticale inferiore o uguale a 3 mm.
- Classe B: perdita ossea verticale compresa tra 4 e 6 mm.
- Classe C: perdita ossea verticale maggiore o uguale a 7 mm.
diagramma che rappresenta la classificazione verticale delle lesioni della forcazione secondo Tarnow e Fletcher. A) classe I B) classe II C) classe III
- Altre forme di difetti ossei :
- Contorni bulbosi dell’osso : si tratta di ispessimenti ossei causati da esostosi, adattamento funzionale o formazione di contrafforti ossei.
- Emisepta : la parte del setto interdentale che rimane dopo che la parte mesiale o distale è stata distrutta da una malattia è chiamata emisepta.
- Margini irregolari : si tratta di lesioni angolari o a forma di U causate dal riassorbimento della corteccia alveolare vestibolare e linguale o da diversi gradienti di altezza tra i margini marginali vestibolari o linguali e l’altezza dei setti interdentali.
- Protrusioni : si tratta di bordi ossei simili a plateau, causati dal riassorbimento di tavole ossee ispessite.
- VALUTAZIONE DELLE LESIONI OSSEE:
Come primo passo, per diagnosticare le lesioni ossee è essenziale un esame clinico completo, sistematicamente abbinato a un esame radiologico complementare.
- Diagnosi clinica:
Questo esame clinico iniziale comprende domande mediche, osservazione dei siti dento-gengivali, valutazione del controllo della placca, mobilità dei denti, caratteristiche gengivali, ricerca di malocclusioni e sondaggio parodontale, essenziale per evidenziare la presenza di tasche parodontali, determinarne la profondità e misurare la perdita di attacco rispetto alla profondità della lesione ossea.
Il sondaggio parodontale viene eseguito con una sonda parodontale graduata convenzionale per perdite parodontali e lesioni infraossee; e una sonda di Nabers per misurare la componente orizzontale delle lesioni interradicolari.
Immagine che mostra una sonda parodontale
- Diagnosi radiologica :
L’impiego delle immagini radiografiche rappresenta un ausilio alla diagnosi e fornisce una serie di informazioni essenziali per l’elaborazione del piano di trattamento parodontale. Permette di valutare il livello dell’osso alveolare, nonché l’entità e il tipo di riassorbimento osseo (alveolisi orizzontale e/o verticale). Le misurazioni effettuate dalla giunzione smalto-cemento alla cresta alveolare e poi agli apici dei denti indicano il grado di alveolisi. Allo stesso modo, la misurazione dalla sommità della cresta alveolare alla base del difetto osseo viene utilizzata nella valutazione delle lesioni intraossee.
Il ruolo della radiografia è all’inizio del trattamento parodontale e poi durante la fase di mantenimento per valutare la guarigione dei tessuti e l’assenza di recidiva della malattia.
- L’ortopantomografia o radiografia panoramica :
È un esame di facile esecuzione, consente una visione d’insieme, ma non rileva in nessun caso tutte le possibili perdite ossee; la sovrapposizione precisa delle strutture anatomiche richiede esami complementari più precisi.
LESIONI OSSEE PARODONTALI: CLASSIFICAZIONE – DIAGNOSI
Immagine radiografica da un esame radiografico panoramico
- Radiografia retroalveolare :
È un esame bidimensionale complementare di una struttura tridimensionale, consente di definire la perdita ossea verticale ma non la perdita in larghezza. Attualmente è accettato che i difetti verticali localizzati negli spazi interdentali siano generalmente visibili tramite radiografie retroalveolari eseguite con un sistema di angolazione. A volte, però, lo spessore e i bordi ossei possono nasconderli, così come le strutture anatomiche. I difetti infraossei possono presentarsi anche sulle superfici vestibolari, linguali o palatali; in questi casi le lesioni non sono visibili radiograficamente a causa della sovrapposizione delle strutture.
Immagine radiologica che mostra un retro-alveolare
La combinazione di radiografia e sondaggio costituisce un approccio diagnostico più sensibile per il rilevamento delle lesioni ossee. Ma in realtà l’esposizione chirurgica è il modo migliore per determinare la configurazione di queste lesioni.
LESIONI OSSEE PARODONTALI: CLASSIFICAZIONE – DIAGNOSI
LESIONI OSSEE PARODONTALI: CLASSIFICAZIONE – DIAGNOSI
- Tomografia computerizzata a fascio conico (CBCT)
Un esame tridimensionale complementare, taglio per taglio, consente di valutare il volume osseo. Utilizzato principalmente nel campo implantare ed endodontico.
La CBCT è utile per rilevare tutte le lesioni intraossee parodontali, che potrebbero passare inosservate durante le radiografie panoramiche e retroalveolari. Nel 2014 i risultati dello studio di Braun et al hanno dimostrato che la radiografia tridimensionale è un metodo di rilevamento statisticamente e significativamente migliore rispetto all’imaging bidimensionale.
- CONCLUSIONE:
La parodontite è una malattia infettiva multifattoriale che provoca la progressiva distruzione del parodonto e la formazione di tasche parodontali con difetti ossei che possono assumere diverse forme. È necessario classificarli ed evidenziarli per poter effettuare una diagnosi e scegliere un buon approccio terapeutico che si traduca in una prognosi.
Una buona igiene orale è essenziale per prevenire carie e malattie gengivali.
Una pulizia regolare dal dentista aiuta a rimuovere la placca e a mantenere una bocca sana.
L’inserimento di impianti dentali è una soluzione a lungo termine per sostituire un dente mancante.
Le radiografie dentali aiutano a diagnosticare problemi invisibili a occhio nudo, come la carie.
Si consiglia una visita dal dentista ogni sei mesi per un monitoraggio preventivo e personalizzato.

